17 ottobre 2016

L’informazione culturale e le nuove generazioni

Sabato mattina dedicata ai ragazzi. Al teatro della Fortuna di Fano abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con i più giovani, probabilmente il pubblico più difficile da coinvolgere quando si parla di cultura e soprattutto quando lo si fa con un certo distacco e da una posizione sopraelevata. Dialogare con i giovani significa aprirsi a un diverso modo di guardare e di vivere il settore culturale. Lo ha mostrato Massimo Osanna proprio ieri nella sua Lectio Magistralis sul grande progetto comunicativo realizzato per il sito archeologico di Pompei. E lo hanno ribadito Giuliano Volpe e Piero Dorfles ieri mattina davanti ai ragazzi delle scuole superiori: «in italiano utilizziamo la locuzione “pezzo da museo” per indicare qualcosa che non serve più a niente. Dobbiamo riuscire a ribaltare questa idea.» Ha affermato il Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT. Parola d’ordine: mediazione.

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La mattinata di sabato comincia con queste premesse. Premiati gli articoli di Perla Bandini e Cecilia Mussi nel concorso dedicato ai ragazzi delle scuole superiori e ai giovani giornalisti. A seguire la “sfida all’ultima pagina” sui Monuments Men, il quiz a squadre rivolto alle classi superiori e moderato da Piero Dorfles. Trionfa l’Istituto Raffaello di Urbino.

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«Chi si occupa di informazione culturale dovrebbe essere capace di distribuire entusiasmo.» Conclude Dorfles. Una mattinata dedicata ai più giovani nell’intento di riscoprire il piacere dell’intrattenimento culturale attraverso delle forme più leggere come l’esperienza ludica.

 

FRANCESCA CARABINI @maybenotinwords

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